La diagnosi

Nella diagnosi del cancro della tiroide, abitualmente, si inizia dalla raccolta della storia medica del paziente (anamnesi) e da una preliminare valutazione clinica.

Successivamente vengono spesso eseguite delle analisi e delle procedure più approfondite, anche in tempi diversi, con l’ausilio di diversi Specialisti.

Solitamente è il Medico di Medicina Generale ad effettuare una prima valutazione sulla base della quale decidere eventualmente la consulenza di uno Specialista

Palpazione (ispezione manuale del collo)

La palpazione consiste nell’ispezione manuale del collo da parte del Medico. Tale operazione consente di effettuare una prima stima del volume della tiroide e dell’eventuale presenza di noduli.

Analisi del sangue

Alcuni parametri di laboratorio permettono di valutare la funzionalità tiroidea e se i livelli ormonali sono normali oppure superiori od inferiori alla norma.

Ecografia

L’ecografia del collo consente di visualizzare la tiroide e le strutture circostanti. Questa metodica permette di valutare eventuali anomalie e la presenza di noduli. Al tempo stesso, con questo esame è anche possibile osservare la vascolarizzazione dei tessuti.

Biopsia

La metodica più accurata per giungere ad una diagnosi di cancro della tiroide è il prelievo di una piccola porzione di tessuto (cosiddetta biopsia) che viene successivamente analizzato al microscopio.

Ago aspirato

Questa procedura viene solitamente effettuata presso un ambulatorio o in Ospedale. Preliminarmente viene anestetizzata localmente una piccola zona del collo dove il Medico inserirà un ago sottile, attraverso il quale verranno prelevati dal nodulo alcuni campioni di tessuto e di liquido. Questa procedura può venir ripetuta due o tre volte, allo scopo di avere campioni da porzioni diverse del nodulo. Il risultato dell’esame può essere positivo (presenza di cellule tumorali), negativo (assenza di cellule tumorali) oppure indeterminato (incertezza sulla natura delle cellule). Sebbene la presenza di noduli nella tiroide sia piuttosto comune, meno del 10% dei noduli ha una natura maligna.

Analisi molecolari nel caso di noduli indeterminati

Sebbene si tratti di metodiche non ancora disponibili ovunque, esistono dei nuovi test che permettono di analizzare il materiale genetico presente nelle cellule dei noduli tiroidei. Questi test forniscono ulteriori informazioni che possono aiutare a stabilire la presenza di un tumore, soprattutto quando il risultato dell’ago aspirato è stato indeterminato. Questi test possono venir effettuati sullo stesso materiale prelevato durante la biopsia oppure sul sangue del paziente. Per le loro caratteristiche questi test vengono condotti solo in ambiente specialistico, sarà pertanto il vostro Medico a decidere il loro eventuale impiego

Biopsia chirurgica

Qualora il risultato dell’ago aspirato non sia sufficientemente chiaro è possibile che venga ritenuto opportuno eseguire una biopsia su una porzione più ampia della tiroide e/o dei tessuti circostanti. In questo caso la procedura viene abitualmente eseguita in anestesia totale e in regime di ricovero

Scintigrafia

In presenza di noduli della tiroide può essere utile eseguire una scintigrafia per ottenere un’immagine più dettagliata della ghiandola. Questa procedura prevede la somministrazione di un tracciante radioattivo (per via orale o iniettiva) che viene captato dalla tiroide. Attraverso uno strumento chiamato gamma camera è possibile convertire in immagini i raggi gamma emessi dai tessuti tiroidei che hanno incorporato il tracciante.

Questa procedura veniva comunemente eseguita in passato; attualmente l’ecografia e la biopsia dopo ago aspirato hanno dimostrato di avere un’ accuratezza e una sensibilità estremamente elevate e pertanto la scintigrafia viene sempre meno utilizzata come metodica diagnostica di prima scelta.

 

GZIT.THYC.15.12.0179a